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FURRINA – performance directed by Andreco – For AQUAE and Estate Romana, the Summer Cultural Program of the City of Rome


FURRINA video teaser from andreco on Vimeo.

FURRINA

Furrina is a performance directed by Andreco.
Featuring Ondina Quadri, Bianca Ranieri e Valeria Iudici.

Water is a issue since long time. Water scarcity, drought and desertification are rising as Climate Change consequences. Furrina was the nymph of the water celebrated before the Roman Empire.

“Furrina will be either for everyone or for nobody”

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[ITA]

La performance FURRINA, diretta dall’artista Andreco, si è svolta in due repliche il 25 luglio scorso a Villa Sciarra a Roma.
FURRINA è stata realizzata in occasione di AQUAE, un progetto che racchiude eventi artistici, attraversamenti urbani e ricerche sul tema dell’acqua e sugli spazi verdi a Roma, da Villa Sciarra alla Valle dell’Aniene, a cura di Andreco, Sara Alberani, e Manuela Contino, realizzati nell’ambito del programma dell’Estate Romana.

FURRINA, che mutua il suo titolo dalla ninfa omonima, divinità arcaica protettrice delle acque e del bosco sacro, è una performance studiata appositamente per gli spazi di Villa Sciarra, che ha creato un percorso di forte impatto visivo e teatrale in luoghi simbolici per la presenza di fonti, gruppi scultorei, narrazioni mitologiche e storiche, su cui si fondavano la conoscenza e le ritualità legate alla natura.

FURRINA non è stato uno sguardo verso un poetico passato, bensì un’esortazione ad una profonda riflessione sulla ricerca contemporanea nell’ambito della disponibilità delle risorse idriche in relazione ai cambiamenti climatici. Un messaggio di valenza politica, un invito ad unire le forze per tutelare il nostro habitat e le sue risorse, a sentirsi responsabili di ciò che sta accadendo nel nostro ambiente, in linea con la ricerca artistica e scientifica portata avanti da Andreco attraverso il suo lavoro e con gli obiettivi del progetto. Il messaggio della performance FURRINA assume ancora maggiore forza in questi torridi giorni di agosto quando in molte aree del pianeta si verificano incendi favoriti dalla siccità e dalle, sempre più frequenti, ondate di calore. (Nel 2017 Andreco aveva fatto la performance ARVORES in Portogallo dedicata agli alberi che bruciano negli incendi )

L’attrice protagonista della performance è stata Ondina Quadri, che ha interpretato un monologo e diverse azioni performative affiancata da due danzatrici: Bianca Ranieri e Valeria Iudici.
I grandi teli disegnati da ANDRECO con motivi iconografici legati all’acqua hanno interagito con la mise en scene, ricreando simbolicamente un corso d’acqua ininterrotto e nuovamente presente in quei luoghi.
La performance si conclude alla voliera della villa, ora inutilizzata, dove l’artista ha realizzato un installazione composta da uno stendardo blu raffigurante una grande goccia frammentata con il suo riconoscibile tratto distintivo. Qui alla fine delle repliche è apparso un evanescente segnale di fumo blu che lentamente è svanito nel cielo. l’installazione sarà visibile fino al 29 Settembre.

Grazie a Manuela Contino, Sara Alberani, Margherita Masè, Sara Pinna, Elisa Sorrentino, Adele, Giacomo De Biase, Andrea Josè Di Pasquale, Giorgio Coen Cagli.

Editing Teaser Video: Giacomo De Biase.
Production: Climate Art Project – Wunderbar – ANDRECO

Photo: Andreco, Andrea Josè Di Pasquale, Giorgio Coen Cagli


 

FURRINA

Monologo scritto e diretto da Andreco
interpretato da Ondina Quadri

(INTRO) (SCENA 1)
(Furrina è seduta sul bordo della fontana)

Come dimenticare che un tempo gli umani
mi veneravano

mossi dalla paura della siccità e della carestia
prima

immersi nei festeggiamenti Furrinei e nell’empatia
poi

ricercavamo armonia e coesistenza.

(pausa) (Furrina tocca la melma)

Nel buio della terra, delle geologie profonde
insieme alle radici delle piante, mi sposto
di moto continuo e capillare,
nei terreni argillosi ed arenari,
carsici e granitici

mi nutro di quei minerali che trovo nelle profondità
mi adagio sulle masse rocciose
per poi risalire
in modo spontaneo
o con forte pressione,
per sgorgare in superficie

(Esce dalla fontana)

Della materia divento l’essenza
Dell’albero la linfa
Degli umani la vita

(inizia a camminare intorno alla fontana)

Ogni giorno mi trasformo
Cicli infiniti a temperature costanti

la mia distribuzione è per definizione EQUA
è Condivisione.

Come poi è potuto accadere?

Come spiegare questa ferocia,
fondata sull’ipocrisia e la bulimia?
questa continua azione estrattiva
che da qualche centinaio di anni imperversa sulla terra?

(finisce il cerchio e si ferma)

Gli equilibri si sono rotti!
Sembra impossibile ripristinarli!

(RIVOLGENDOSI ALLE STATUE) (SCENA 2)

E voi, amiche ed amici di questo luogo sacro,
con me,
attonite osservate.
Con me
Resistete.
Da molto tempo.

spostarsi non è possibile
non possiamo
non vogliamo

(Furrina con una ciotola raccoglie l’acqua dalla seconda fontana e da bere alla statua del mese di novembre, poi le tocca il dito amputato)
(Furrina inizia a camminare verso le altre statue)

impossibile abbandonare questi luoghi
attraversati da molti popoli

qui dove Cesare passeggiava con Cleopatra
stiamo
accogliamo

tenaci
irremovibili
Ci adattiamo

(pausa, guarda le altre statue oltre la siepe, quella sul tetto e altre lontane)

in molti siamo rimasti qui
immobili di giorno
al tramonto utilizziamo le nostre armi
per celebrare gli antichi miti

(Va dalla statua che suona il flauto – dicembre- che non ha più ne le mani ne il flauto)

Insieme a te che porti il flauto e suoni melodie assordanti

(Furrina inizia a camminare con passo più deciso, fa uno spostamento incrociato tra le statue)

 

Con te che porti l’uva ed il vino

(ottobre)

Con te che parli di lotta e giustizia sociale

(giugno)

Con te che senti l’amore

(maggio)

Con te che scacci la miseria

(aprile)

Con te che porti l’ardore

(luglio)

 

(Furrina indietreggia e si trova al centro dell’anfiteatro composto dalle statue)

corpi nudi
nuove nuvole
potenziali azioni

(si gira di colpo e va dalla statua di donna che si trova isolata dall’altra parte del sentiero)

(RIVOLGENDOSI ALLA STATUA DI DONNA SDRAIATA) (SCENA 3)

(Accarezza la statua partendo dai piedi fino al busto) – (Le tocca il braccio amputato)

ferite

ferite

quante ferite ancora?

(Accarezza il volto, si siede accanto a lei e la guarda)

Come un solco nella terra
Che squarcia questi giardini
Che lacera gli animi

L’aria pesa sui nostri corpi

Corpi lacerati da frontiere
Sbranati da deserti che avanzano senza tregua
Saccheggiati, indeboliti, inquinati ed ammalati

(Pausa)

Quanta violenza ancora su questa quiete?

(Pausa, si giro verso il pubblico)

Anche voi urlate silenti e morite di sete?
Anche voi capite questa urgenza,
sentite la paura

Come contrastare questa follia?
Come vivere la follia?
Come stare tra le macerie?

Tra le macerie mi muovo come nelle rupi montane,
non ho più timore,
appartengo al vasto mondo,
tra le mie mani stringo le serpi creatrici dell’universo.

(Quando dice “non ho più timore” si alza)

gli alberi mi proteggono

(guarda l’albero sulla destra e poi gli altri alberi del parco)

Compagni di lunghe lotte,
sono con voi fino all’ultimo,
leale, pronta a coprirvi le spalle,
a colpire forte,
al momento giusto

dai mari
dai fiumi
dal cielo

l’attacco all’antropocentrismo
all’egoismo umano

la portata è al colmo di piena

(l’ultima frase la dice mentre attraversa il pubblico) (Torna alle statue) (SCENA 4 Finale)

ora

ora

siamo tutte pronte?

(pausa) (Furrina mette le maschere nere a due statue)

Il clima sta cambiando rapidamente,

Gli spazi verdi mitigano le temperature
Trattengono l’umidità e creano un habitat vitale per la biodiversità

Dove c’è cemento la vita è una forzatura, che a volte diventa impossibile.

La tua sete di conoscenza ti rende una spugna pronta ad assorbire ogni stimolo

Assorbire e trattenere per rilasciare lentamente, per abbattere i picchi d’onda

Tutelare le falde profonde dai torbidi flutti superficiali.

(Rivolgendosi alla prima statua mascherata)

Preserva la risorsa come fosse il dono più caro, un’estensione del tuo essere.

Siamo la natura che prende coscienza di sé.

Prepariamoci

A costo di perdere tutto

(Pausa) (mette l’ultima maschera alla statua giugno)

A costo di lasciare quelle certezze di cui siamo sazi e insaziabili

(Pausa) (mentre mette l’ultima maschera alla statua giugno)

A costo di morire

(pausa) (va al centro delle statue nel buco che si è creato tra le piante)

Che la vita sia di tutti o non sia

Che Furrina sia per tutti o non sia

(Uscita di scena )